Dolci a intolleranza zero
La celiachia, si è detto, è una malattia democratica. Non conosce discriminazioni di sesso, né di età, neppure di etnie. La diffusione che ha nel mondo la rende ormai una realtà che è quasi impossibile ignorare.
Chi si accosta per la prima volta alla celiachia viene colto da un senso di smarrimento, di paradiso perduto. È come se il mondo fosse improvvisamente diviso in due: da una parte i privilegiati che possono mangiare ciò che preferiscono e dall’altra i celiaci. E poi quella frase, che suona come una lugubre condanna: per tutta la vita.
Chi si avvicina al mondo della celiachia scopre quanta falsità e quanto pregiudizio permeino queste parole. Scopre che la celiachia è un esempio di come una condizione d’iniziale disagio possa essere trasformata rapidamente in una meravigliosa opportunità di vita.E se è vero, come alcuni sostengono, che il tempo trascorso a tavola è una delle più piacevoli manifestazioni di socialità, allora la celiachia può essere vista anche come momento di aggregazione.
Il libro Dolci Ricette a prova di Intolleranza di Federica Giusti ne rappresenta un ottimo esempio. Sfogliandolo, sin dalle prime pagine, si avverte quel piacevole senso di sana complicità, di voglia di vivere (e non di sopravvivere) che coinvolge i celiaci. Di quella consapevolezza che, se l’umanità ha ormai ridotto il cibo a un rituale abitudinario, senza trovarne motivi di gioia né di gratitudine, qui le cose stanno diversamente. Qui dove di primo acchito ci si sentirebbe esclusi dai piaceri della tavola c’è invece il desiderio di ritrovarsi, di scambiarsi le scoperte, di rivivere nel cibo gli aspetti più vivi, più sacri e più gioiosi dell’esistenza.
Celiachia ma non solo, anche le altre intolleranze alimentari, in un libro che si può leggere per il solo amore della lettura ,anche se non si sa cucinare e non si cucinerà mai, perché Federica ci parla, come se fossimo nella cucina di casa sua, ascoltando le sue esperienze, pronta a rispondere alle nostre domande e ad ascoltare a sua volta i nostri consigli.
Quindi la paura, che così bene Dino Alverni ha saputo dipingere nell’introduzione, con il racconto di una storia personale in cui ogni famiglia si può in parte riconoscere, può essere superata, perché la celiachia, è stato detto, è soprattutto questo: una condizione di vita. E allora che questa condizione di vita sia motivo di gioia e di nuove amicizie.
Grazie, Federica.
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